domenica 3 novembre 2013

TORE AGOSTINI E' TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

TORE  è TORNATO ALLA
 CASA DEL PADRE

Sin dal primo anno collaborò attivamente alla conduzione dei campi nazionali di specializzazione e alla costruzione della Massariotta.

Salvatore Agostini è tornato alla Casa del Padre. Ho avuto la fortuna di conoscerlo ancora ragazzo e di accompagnarlo nei suoi primi anni di scout nel Reparto di Marineo.  La lealtà, la fedeltà agli impegni assunti, la  passione e la testardaggine nel fare bene ogni cosa, la competenza, l’attenzione ai problemi sociali, l’amicizia, la generosità lo hanno caratterizzato sin dai primi passi nello Scautismo. Ricordo il suo forte  impegno  scout e sociale nel Clan cittadino di Palermo, la sua attiva ed instancabile partecipazione ai campi di lavoro nei primi anni della Base scout della Massariotta, annoverandosi tra i primi costruttori della Base. Proprio 40 anni fa, partecipò, come esperto di hebertismo, ai primi campi nazionali di specializzazione svoltisi a Marineo. La sua generosa collaborazione proseguì negli anni successivi.
 Era consapevole del male che lo stava consumando e molto dispiaciuto dall'essere di peso ai suoi familiari.
Esprimiamo alla moglie Patrizia e ai suoi familiari il nostro cordoglio e accompagniamo Tore con la nostra preghiera nel suo cammino sui sentieri del Cielo.
Grazie, Tore, per la tua sincera e perenne amicizia, per la grande collaborazione che hai dato e per il tuo generoso impegno nell’associazione e nella vita.
                                                                                                                                         Giovanni Perrone

Nelle foto: 1964 - Campo regionale esploratori (Tore, il primo a sinistra in piedi)
1973 - Primo campo nazionale di  specializzazione (Tore, il primo a sinistra nella fila in basso)
                                                                                                              
FORZA E GENEROSITA’, I TRATTI DEL SUO CARATTERE
Nel  luglio del 1970 vivevo l’esperienza del mio secondo campo scout. Eravamo a Munciarrati  -tra Collesano e Isnello -  e il campo stava prendendo forma.  Mentre le squadriglie montavano le tende, lo staff predisponeva i servizi generali. Nello spiazzo principale, sotto il sole cocente, un giovane aiuto capo con indosso una logora tuta rossa da lottatore  greco romano, sudava copiosamente per scavare i fossi in cui sarebbero stati piantati i pali dell’issabandiera. Nei suoi gesti c’era una forza e una determinazione che fecero scattare in me un desiderio di emulazione. Si sapeva nel gruppo che era stato esploratore scelto e che aveva partecipato al Jamboree del 1967 in Idaho e per molti di noi tutto ciò era una sorta di mito. Ecco, pensai, da grande mi piacerebbe diventare così. Lo conobbi meglio nei giorni successivi e mi resi conto che dietro quell’energia c’erano tanta voglia di vivere e di realizzare qualcosa per gli altri. Forza e generosità erano i tratti del suo carattere e descrivevano quell’idea di scout che mi è sempre rimasta nel cuore e che, anche grazie alla sua testimonianza,  cerco ancora oggi  di realizzare. Nel settembre del 1973 fu proprio lui a parlarmi della repressione in Cile e dell’uccisione di Allende. Passeggiavamo lungo i binari della stazione di Enna in occasione di un’Assemblea di quella che ancora era l’ ASCI e che presto sarebbe diventata la tumultuosa Agesci degli anni 70. Fu l’ iniziazione alla  consapevolezza politica cui Tore era già pervenuto in quegli anni difficili  del post concilio anche attraverso l’adesione a Cristiani per il Socialismo e alla rivista COM NUOVI TEMPI, intorno a Padre Nino Fasullo.
Negli anni successivi, quando le età consentirono un’amicizia più paritaria rimasi in contatto con Tore apprezzandone direttamente anche la professionalità. Ora se ne è andato. Troverà Daniele, Ciccio e tanti altri che lo hanno preceduto e da lassù continuerà a sorriderci con un pizzico di ironia. Ciao Tore,  che i sentieri del cielo siano lievi sotto i tuoi scarponi.
                                                                                                                  Loris Sanlorenzo – Palermo 15°


UN CAVALIERE ERRANTE
Quando un compagno di strada ci lascia la mente comincia ad affollarsi di immagini, impressioni, frasi legate alla sua persona. Certamente molti lo ricorderanno per il suo impegno tra gli scout, nei campi di lavoro alla Massariotta e nei campi di specializzazione.
Io voglio ricordare Tore come una persona che ha mantenuto uno stile al di là delle convinzioni personali che negli anni ha maturato.  Il suo stile era quello di un cavaliere errante.
Se aveva un’idea, una convinzione, un progetto, era disposto a metterci tutte le sue energie per convincersi e convincere altri della loro bontà ed era pronto a lavorare sodo, a percorrere lunghi viaggi alla ricerca della dimostrazione del valore dell’impresa. A questa ricerca si dedicava senza risparmiare il suo tempo e le sue energie. Se le sue convinzioni cambiavano, lo diceva con trasparenza e le sue scelte pratiche erano coerenti. Del cavaliere errante aveva la concezione un po’ disincantata, sognante, della vita e la fiducia nell’impresa.
Ho visto questo comportamento nei dibattiti tra rover nel clan cittadino di Palermo nei primi anni ’70 e l’ho rivisto, intatto, nell’uomo maturo impegnato nella sua professione.
Nel vendere case Tore metteva, come un tempo, lo stesso sforzo di guardare un “affare” con obiettività, lo sforzo di scoprire il lato interessante di una proposta che andava fatta con trasparenza e senza voler forzare sugli aspetti commerciali a scapito di quelli che riguardavano la soddisfazione del cliente, l’utilità condivisa.

                                                                                                                                      Antonio Tagliavia

IMPEGNO, TENACIA, LABORIOSITA', LEALTA'
Salvatore Agostini Agente immobiliare, è stato tra i fondatori della base scout "Massariotta" di Marineo Nell' infuocata estate del 1973 Salvatore Agostini era in prima fila nel bosco della Ficuzza, in contrada Massariotta, per allestire il primo campo scout siciliano, assieme ai "rover" del Reparto di Marineo. Agostini, per tutti "Tore", si faceva notare per l' impegno, la tenacia, la generosità, la lealtà, la passione e la voglia di fare bene ogni cosa. Inconfondibile la tuta rossa da lottatore di grecoromana con cui si muoveva freneticamente da un punto all' altro del campo. C' era da allestire il campo di hebertismo e lui mise su una squadra di giovani esploratori per costruire gli attrezzi della prima palestra siciliana all' aria aperta dedicata a quell' attività. Nella vita di tutti i giorni Agostini era agente immobiliare, ma per tutti era l' infaticabile scout circondato dall' aura del mito: nel 1967 era stato al "Jamboree", nell' Idaho, per il raduno mondiale degli scout. Se n' è andato il 3 novembre, a 62 anni.
                                                                                                                   Mario Pintagro

1 commento:

www.augustocavadi.com ha detto...

Dopo alcuni mesi dalla diagnosi medica, oggi è morto il mio amico Tore Agostini. La dignità con cui mi ha comunicato di avere ancora poco tempo da vivere e di essere più preoccupato per la compagna di una vita che per sè stesso mi ha davvero colpito. Ha sopportato con pazienza virile, non sostenuta da alcuna fede religiosa, sofferenze pesantissime. Che quel Tutto-abbracciante che chiamiamo Dio lo accolga maternamente fra le sue braccia.