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domenica 8 giugno 2014

I DONI DELLO SPIRITO SANTO

8 GIUGNO - DOMENICA DI PENTECOSTE  
IL CORAGGIO DI TESTIMONIARE 
L'AMORE DI DIO

          "Un elemento fondamentale della Pentecoste è la sorpresa. Il nostro Dio è il Dio delle sorprese, lo sappiamo. Nessuno si aspettava più nulla dai discepoli: dopo la morte di Gesù erano un gruppetto insignificante, degli sconfitti orfani del loro Maestro.
         Invece si verifica un evento inatteso che suscita meraviglia: la gente rimane turbata perché ciascuno udiva i discepoli parlare nella propria lingua, raccontando le grandi opere di Dio (cfr At 2,6-7.11).   
          La Chiesa che nasce a Pentecoste è una comunità che suscita stupore perché, con la forza che le viene da Dio, annuncia un messaggio nuovo – la Risurrezione di Cristo – con un linguaggio nuovo – quello universale dell’amore. 
       Un annuncio nuovo: Cristo è vivo, è risorto; un linguaggio nuovo: il linguaggio dell’amore. I discepoli sono rivestiti di potenza dall’alto e parlano con coraggio - pochi minuti prima erano tutti codardi, ma adesso parlano con coraggio e franchezza, con la libertà dello Spirito Santo" .    Papa Francesco

giovedì 20 settembre 2012

SCOPO E VALORE DEI CENTRI SCOUT


Scopo e valore dei centri scout

I centri scout, di solito stabiliti in siti bellissimi sul piano naturale e ambientale, sono i luoghi privilegiati dello scautismo.
Rileggiamo cosa ne pensava B-P:
Ci occorrono terreni all’aria aperta di nostra proprietà, preferibilmente terreni da campo permanenti e facilmente accessibili, posti al servizio degli Scout. Via via che il Movimento si sviluppa, terreni di questo genere dovrebbero essere organizzati in tutti i centri in cui si fa scautismo. Questi centri verrebbero ad avere un doppio valore. Da un lato essi potrebbero costituire centri di formazione dei Capi, i quali verrebbero addestrati in tecnica campistica e studio della natura; d’altro canto, e soprattutto, essi potrebbero infondere lo spirito della vita all’aperto, di quella che potremmo definire la “Fratellanza dei boschi”.
(Il Libro dei Capi, ed. 2006, pp. 82-83).
Ecco, dunque, passare per i centri scout alcuni dei principali valori dello scautismo:
·                 la vita all’aperto: che com’è noto è la meta dello scautismo e la chiave del suo successo;
·                 la formazione: alla vita al campo, alla protezione dell’ambiente, all’essenzialità;
·                 la fraternità scout: con quanti frequentano gli stessi centri scout.

 Quest’ultimo punto va sottolineato in modo particolare. Le varie realtà scout, sia all’interno dello stesso Paese, sia in Paesi diversi, si conoscono ancora in modo molto insufficiente. I centri scout aiutano all’incontro, e quindi a riscoprire il senso della fraternità scout. Certo, lo scout è amico di tutti: una disposizione amichevole verso chiunque è essenziale, anche per fornire spunti per il servizio del prossimo. Ma lo scout è fratello di ogni altro scout: questo legame particolare e più intimo non vuole discriminare nessuno, ma nasce in forza dei medesimi ideali, liberamente sottoscritti e contenuti nella Promessa e nella Legge.

Lo scautismo è anche senso di scoperta e gusto del nuovo, dell’avventura. La fraternità che si vive ai centri scout non è solo un sentimento del cuore, ma una serie di scoperte. Sono i modi diversi di vivere la proposta scout, con aspetti peculiari di ciascuna associazione, nuove usanze, nuove tradizioni; è la possibilità di stabilire nuove interazioni tra associazioni diverse; è, soprattutto, l’incontro tra culture e religioni diverse, con scambi, difficoltà e scoperte linguistiche, e nuovi canti, danze, scenette da imparare.

In molti centri scout vi sono cartelli che proclamano: la Legge scout è la legge di questo centro. Per questo, entrando nei centri scout, si entra “in territorio scout”, e si comprende subito di essere nel posto giusto e tra le persone giuste. Davvero, i centri scout sono i punti della terra dove si incarna il Movimento scout e si vive lo spirito dello Scautismo!

 Mario Sica

lunedì 3 settembre 2012

ESSERE VOLONTARI

"Il Volontariato é innanzitutto fraternità.
E’ evidente che caratteristica peculiare del Volontariato è la gratuità tanto spesso perduta nel nostro mondo insieme alla fraternità. Nel nostro mondo tutto ha un prezzo, e tutti siamo portati a valutare il nostro successo in base a quanto possiamo comprare e consumare. Nella dimensione ecclesiale del gratuito che la parola “volontariato” già racchiude in sé, vi è qualcosa di evangelico che parla eloquentemente al cuore dei giovani e non giovani del nostro tempo, consapevoli di quanto ci siamo impoveriti facendo del denaro e del corrispettivo “commerciale” il metro del valore, il criterio d’azione. In questo compito di denuncia e di speranza il Volontariato diventa un segno, una lampada messa sul candeliere, un lievito disperso nella pasta che non può non agire, che non lascia più le cose come sono e soprattutto che cambia le persone. Diventa lievito, sale e luce di cui il mondo ha bisogno, che il mondo reclama da noi e del cui dono siamo responsabili.
Occorre allora dire che il Volontariato non è un lusso per il cristiano o un ornamento per le nostre comunità, ma è un dovere che scaturisce dal dono della fede. In fondo il volontariato cristiano butta, in silenzio e gratuità, sul piatto della bilancia del tempo e dello spazio, il grande valore del dono, l’unico che sa entrare in profondità dentro l’altro uomo, dentro la storia, dentro la realtà delle cose, per farle esistere nell’armonia ricercata e pacificata di una giustizia e di una fraternità universale".
+ Carlo Maria Martini