martedì 26 aprile 2016

RENDETE PIENA LA VOSTRA GIOIA

Papa Francesco: 

LA FELICITA’
 NON E’ UN APP

Cari ragazzi e ragazze, la vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una ‘app’ che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore. La libertà è un’altra cosa”. Papa Francesco prosegue il filone di metafore ‘tecnologiche’ parlando ai circa 100mila giovani – in aumento rispetto a ieri – venuti da tutta Italia a Roma per celebrare il Giubileo dei Ragazzi e delle Ragazze, riuniti oggi in piazza San Pietro per la Messa con il Pontefice.

Nel suo videomessaggio di ieri per la grande festa allo Stadio Olimpico, Bergoglio spiegava infatti che “una vita senza Gesù è come se non ci fosse campo” al cellulare. E oggi, parlando del “grande desiderio di libertà” che si assapora negli anni giovanili, ribadisce il concetto spiegando che solo in Cristo è possibile trovare quella pienezza che nessun altra persona o cosa può dare.

Per questo il Pontefice, durante la sua appassionata omelia, esorta i giovani a non accontentarsi della “mediocrità”, di “vivacchiare stando comodi e seduti”. “Non fidatevi – ammonisce – di chi vi distrae dalla vera ricchezza, che siete voi, dicendovi che la vita è bella solo se si hanno molte cose; diffidate di chi vuol farvi credere che valete quando vi mascherate da forti, come gli eroi dei film, o quando portate abiti all’ultima moda”.

È vero, osserva il Santo Padre, che “alla vostra età emerge in voi in modo nuovo anche il desiderio di affezionarvi e di ricevere affetto”. A questa si accompagna “la tentazione di inquinare l’affetto con la pretesa istintiva di prendere, di ‘avere’ quello che piace…”. Ma questo “è egoismo”; una tendenza che “la cultura consumistica rafforza”.

“Ogni cosa – spiega infatti il Papa – se la si stringe troppo, si sciupa, si rovina: poi si rimane delusi, con il vuoto dentro”. Invece il Signore, “se ascoltate la sua voce, vi rivelerà il segreto della tenerezza: prendersi cura dell’altra persona, che vuol dire rispettarla, custodirla e aspettarla”.

Questa “è la concretezza della tenerezza e dell’amore”: “Il Signore – assicura il Santo Padre – se andate alla sua scuola, vi insegnerà a rendere più belli anche l’affetto e la tenerezza. Vi metterà nel cuore un’intenzione buona, quella di voler bene senza possedere, di amare le persone senza volerle come proprie, ma lasciandole libere. Perché l’amore è libero! Non c’è vero amore che non sia libero! Quella libertà che il Signore ci lascia quando ci ama. Lui è sempre vicino a noi”.

Una libertà, quella di Dio, ben diversa da quella propinata dal mondo: “Molti vi diranno che essere liberi significa fare quello che si vuole. Ma qui bisogna saper dire dei no”, incoraggia Papa Francesco, perché “se tu non sai dire di no, non sei libero”. Libero è infatti “chi sa dire sì e sa dire no. La libertà non è poter sempre fare quello che mi va: questo rende chiusi, distanti, impedisce di essere amici aperti e sinceri; non è vero che quando io sto bene tutto va bene. No, non è vero. La libertà, invece, è il dono di poter scegliere il bene: questa è libertà”.

Libero è dunque “chi sceglie il bene, chi cerca quello che piace a Dio, anche se è faticoso, non è facile”. “Ma io – afferma Bergoglio -credo che voi giovani non abbiate paura delle fatiche, siete coraggiosi! Solo con scelte coraggiose e forti si realizzano i sogni più grandi, quelli per cui vale la pena di spendere la vita. Scelte coraggiose e forti”.

Una di queste è “imparare ad amare” e l’amore è una “grande responsabilità”; al contempo “è la carta d’identità del cristiano, l’unico ‘documento’ valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù”. “Volete accogliere l’invito di Gesù a essere suoi discepoli?”, domanda il Vescovo di Roma alla piazza stracolma, “volete essere suoi amici fedeli? Il vero amico di Gesù si distingue essenzialmente per l’amore concreto; non l’amore ‘nelle nuvole’, no, l’amore concreto che risplende nella sua vita”, non quello delle “telenovelas” o di “un teleromanzo”.

“Volete vivere questo amore che Lui ci dona?”, insiste a braccio Francesco, “volete o non volete? Cerchiamo allora di metterci alla sua scuola, che è una scuola di vita per imparare ad amare”. E questo “è un lavoro di tutti i giorni”, oltre che “la via per essere felici”.

Sicuramente “non è facile”, ammette il Papa, “è impegnativo, costa fatica. Pensiamo, ad esempio, a quando riceviamo un regalo: questo ci rende felici, ma per preparare quel regalo delle persone generose hanno dedicato tempo e impegno, e così, regalandoci qualcosa, ci hanno donato anche un po’ di loro stesse, qualcosa di cui hanno saputo privarsi”. Questa, però, è la “concretezza dell’amore”: donare “non solo qualcosa di materiale, ma qualcosa di sé stessi, il proprio tempo, la propria amicizia, le proprie capacità”.

In questo senso, il Signore “è invincibile in generosità. Riceviamo da Lui tanti doni, e ogni giorno dovremmo ringraziarlo…”, dice il Papa. Quotidianamente Egli  “ci dona la sua amicizia fedele, che non ci toglierà mai. È l’amico per sempre, il Signore. Anche se tu lo deludi e ti allontani da Lui, Gesù continua a volerti bene e a starti vicino, a credere in te più di quanto tu creda in te stesso”.  E, come fece con i suoi giovani discepoli, “ti guarda negli occhi e ti chiama a seguirlo, a ‘prendere il largo’ e a ‘gettare le reti’ fidandosi della sua parola, cioè a mettere in gioco i tuoi talenti nella vita, insieme con Lui, senza paura. Gesù ti aspetta pazientemente, attende una risposta, attende il tuo ‘sì’”.

“Guai allora – esclama Francesco – ai giovani che non sanno sognare, che non osano sognare! Se un giovane, alla vostra età, non è capace di sognare, già se n’è andato in pensione, non serve. L’amore si nutre di fiducia, di rispetto, di perdono. L’amore non si realizza perché ne parliamo, ma quando lo viviamo: non è una dolce poesia da studiare a memoria, ma una scelta di vita da mettere in pratica!”.

E quando amare sembra “pesante”, quando “è difficile dire di no a quello che è sbagliato, guardate la croce di Gesù abbracciatela e non lasciate la sua mano, che vi conduce verso l’alto e vi risolleva quando cadete”. Nella vita, infatti, “sempre si cade”, perché “siamo peccatori, siamo deboli”. Ma c’è la mano di Gesù che ci risolleva, che ci rialza”. “Gesù ci vuole in piedi!”. rimarca Francesco.


E conclude il Papa esortando ad “avere il coraggio di alzarsi, di lasciarci alzare dalla mano di Gesù”,  una mano che “tante volte viene dalla mano di un amico, dalla mano dei genitori, dalla mano di quelli che ci accompagnano nella vita”. “Alzatevi!”, ripete, “Dio vi vuole in piedi, sempre in piedi!”. In un certo senso è come un allenamento fisico: “Fate come i campioni sportivi, che raggiungono alti traguardi allenandosi con umiltà e duramente ogni giorno”, dice il Pontefice. “Il vostro programma quotidiano siano le opere di misericordia: allenatevi con entusiasmo in esse per diventare campioni di vita, campioni di amore! Così sarete riconosciuti come discepoli di Gesù. Così avrete la carta d’identità di cristiani. E vi assicuro: la vostra gioia sarà piena.”

www.zenit.org

domenica 28 febbraio 2016

IL FIORE DI ZUCCA - L'amore è bello, ma .....


Il fiore di zucca

L’amore è bello… Ma perché possa essere fatto in pienezza, attende lo sviluppo, la maturazione dei rapporti fra uomo e donna

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Pixabay CC0 - Foodnerd, Public Domain
Nella serie di incontri programmati per la preparazione al matrimonio, ieri sera ai giovani fidanzati ho parlato del significato, della bellezza e dell’importanza di “fare l’amore”. 
“Ma – mi chiedono – quando è il tempo di farlo?”
Franco, mio amico, sta coltivando un campo di zucche. Si sa che la zucca è un frutto non tanto stimato dagli intellettuali, ha però un fiore così sgargiante e chiassoso da richiamare l’attenzione perfino di chi passa distrattamente.
Non si può non vederlo e si è tentati, come spesso fa la nostra cuoca Anna, di raccoglierlo per friggerne un buon piatto. Ma Franco le ricorda il detto popolare: “Chi mangia fiore di zucca, rischia di non mangiare zucca!”.
E mi invita a osservare da vicino la magnificenza del fiore.
E’ un calice giallo ancora innestato alla fragile dimensione della zucchina da poco sbocciata, in attesa del suo pieno sviluppo. Raccoglierne in anticipo il fiore, pur bello, significa mortificare e forse arrestare la maturazione del frutto.
Ma che c’entra con la nostra preparazione al matrimonio?
L’amore è grande quanto Dio. L’amore è bello e gustoso…non lo si può ignorare per quanto è evidente. Ma perché possa essere fatto in pienezza, attende lo sviluppo, la maturazione dei rapporti fra uomo e donna.
Anche l’attesa di raccogliere il fiore a tempo opportuno è già “Amore” e  concorre ad aumentare la stima del sacramento del matrimonio, momento dell’aggancio tra l’amore umano e quello divino.
Ciao da p. Andrea
www.zenit.org

sabato 27 febbraio 2016

LA CURA DEL CREATO - Ottava opera di misericordia



Turkson: “Cura del creato, ottava opera di misericordia”
Riflessione quaresimale del presidente di Iustitia et Pax alla luce della “Laudato Si'”, in una conferenza della Villanova University di Philadelphia
Cura del Creato


Pixabay - CC0
Non sono più sette ma otto le opere di misericordia riportate dalla tradizione della Chiesa, secondo il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson: l’ottava, sia corporale che spirituale, è la “cura per la nostra casa comune”. Il presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace lo ha detto nel suo intervento del 25 febbraio alla Villanova University di Philadelphia, durante una conferenza dedicata all’enciclica Laudato Si’ alla luce di una “riflessione quaresimale per l’Anno della Misericordia”.
Partendo dalla considerazione che “la vita umana si fonda su tre relazioni fondamentali e strettamente intrecciate: quella con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra”, il porporato – riferisce L’Osservatore Romano – ha sottolineato che “quando uno di questi rapporti si rompe” infrange in qualche modo il nostro essere pienamente inseriti nell’universo. È proprio questa la “tremenda responsabilità” del genere umano verso la creazione di cui parla l’enciclica del Pontefice: ovvero il dovere morale di essere non “semplici buoni amministratori” ma di avere una vera e propria “cura” per la casa comune.
In tal senso, secondo il cardinale, le opere corporali si possono così declinare: nutrire gli affamati, specialmente quelli che soffrono di povertà e siccità; dar da bere agli assetati, in particolare a chi non ha acqua pulita e abbondante; vestire gli ignudi, soprattutto gli esposti al freddo dell’inverno e al dolore dell’indifferenza; dare riparo ai senza tetto, in particolare alle vittime delle guerre e del mare; curare i malati, specialmente quelli che sono stati avvelenati dalle scorie delle industrie; riscattare i prigionieri, soprattutto coloro che sono oppressi da sistemi economici e politici crudeli o dalle dipendenze dei piaceri del mondo; proteggere la dignità della persona umana, specialmente seppellendo i morti con reverenza.
Quelle spirituali invece: insegnare a coloro che non si accorgono come i loro stili di vita danneggino gli altri; dare speranza a chi dispera per il futuro dei propri o cari e per quello del mondo; ammonire coloro che peccano contro il prossimo e l’ordine naturale; sopportare le sofferenze inflitte dall’avidità; perdonare le offese commesse contro l’umanità e il bene della creazione; confortare coloro che sono afflitti dalla corruzione e dai cambiamenti del clima; desiderare di pregare sempre per i vivi, i morti e le future generazioni.
Si aggiunge, quindi, l’ottava opera: la cura per la nostra casa comune. È così – ha detto Turkson – che possiamo “vivere la misericordia nel suo doppio volto: quello di dono gratuito dal Signore e quello di ‘sorgente che zampilla dall’interno’ che ci porta a condividere con gli altri il dono del creato”.
da www.zenith.org


lunedì 1 febbraio 2016

SPECIALIZZAZIONI MARINEO - EVENTI NAZIONALI 2016




Eventi   Nazionali 2016
 Data
N
Campi di Competenza E/G




1
Pionieristica
dal 17 al 21/06
Massariotta
2
Natura e Mani Abili
dal 24 al 28/06
Massariotta
3
Trappeur
dal 01 al 05/07
Massariotta
4
Giornalismo
dal 05 al 09/07
Massariotta
5
Avventura
dal 20 al 24/08
Massariotta
6
Explò
dal 25 al 29/08
Massariotta





Campi di Specializzazione R/S


1
Terre Selvagge, avventura sulla neve
dal 03 al 06/03
Etna





Stages   per Capi


1
Terre Selvagge, sfida tra neve e fuoco
dal 06 al 08/02
Etna
     2
Pionieristica II° livello
dal 15 al 17/04
Massariotta





















Campi di competenza E/G
Campi di competenza: sono eventi nazionali organizzati, in accordo con la branca E/G, sia dal settore Specializzazioni che da settore Nautico e sono rivolti a ragazzi e ragazze in cammino verso le tappe della Competenza e della Responsabilità. Questi campi hanno lo scopo di offrire l’occasione per affinare uno specifico ambito di competenza attraverso l’approfondimento ad alto livello di una tecnica, con l’ottica di rendere esploratori e guide pronti in ogni circostanza a servire validamente il prossimo, nonché ad animare la squadriglia e il reparto di appartenenza.
Allo stesso Campo non possono iscriversi più di 2 ragazzi/e provenienti dal medesimo Reparto. 
La quota d’iscrizione va pagata  alla Segreteria Regionale di appartenenza, secondo le modalità indicate sul sito regionale. 
Prima di iscriverti scarica la carta di competenza.
Per iscriverti ai Campi di Competenza clicca qui: buonacaccia

Campi di specializzazione per R/S
I Campi di Specializzazione per R/S hanno lo scopo di sviluppare la competenza per poterla mettere poi al servizio degli altri. Tendono a privilegiare l’attività manuale, a stimolare la capacità di produrre e non di consumare, a sollecitare l’abitudine di riflettere sul proprio agire. Caratteristica di questi eventi è l’imparare facendo.
Allo stesso Campo non possono iscriversi più di 2 ragazzi/e provenienti dalla stessa unità.
La quota d’iscrizione va pagata alla Segreteria Regionale di appartenenza, secondo le modalità indicate sul sito regionale.
Per iscriverti agli EPPPI clicca qui buonacaccia

Laboratori (Cantieri e Workshops per capi, Stages di specializzazione, Campi di animazione nautica per Capi)
I laboratori per capi sono occasioni di maturazione metodologica e tecnica offerte dai Settori, dalle Branche e dalla Formazione Capi, a tutti i capi dell’Associazione ed a quanti stanno completando l’iter di formazione.
Sono eventi di durata variabile da un fine settimana a quattro giorni, con un intenso programma e coordinati da esperti nella tecnica specifica così come nel metodo scout e nelle valenze pedagogiche ad esso connesse. Sono aperti solo a Capi. I principali scopi di questi eventi sono:

-nmigliorare le competenze tecniche e metodologiche dei Capi;
– proporre tecniche specifiche su cui favorire la riflessione della valenza educativa;
– promuovere l’utilizzo delle tecniche dello scouting come mezzo abituale ed originale dello proposta scout;
– valorizzare pienamente le attitudini e le competenze dei Capi aiutandoli a divenire maestri di alfabeti tecnici nei confronti dei ragazzi;
– aiutare i Capi a rendere ai ragazzi la “testimonianza del fare” ;
– lavorire lo scambio di idee, competenze, esperienze.

La quota d’iscrizione va pagata alla Segreteria Regionale di appartenenza, secondo le modalità indicate sul sito regionale.
Per iscriverti ai laboratori clicca qui buonacaccia

mercoledì 6 gennaio 2016

EPIFANIA: SCOPRI LA TUA STELLA

SCOPRI LA TUA STELLA PER TROVARE IL GIUSTO CAMMINO

"Un altro segno è la Stella dei Re Magi: “Il cielo è pieno di stelle” ma loro ne hanno vista “una speciale, una Stella che li muoveva a lasciare tante cose e a incominciare un cammino” che non sapevano dove li portasse. “Quando nella nostra vita - ha commentato - non
troviamo qualche stella speciale che ci chiama a fare qualcosa di più, qualcosa di buono, a intraprendere un cammino, anche a prendere una decisione … qualcosa non va. E dobbiamo chiedere la grazia di scoprire la Stella che Dio oggi vuol farmi vedere, perché quella Stella mi condurrà a Gesù”.

                                                           Papa Francesco ai giovani di Greccio




lunedì 4 gennaio 2016

ESSERE FELICI E' POSSIBILE!

Colomba dello Spirito Santo, vetro decorato

Essere felici è un obiettivo possibile, se sapremo trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, amore nel disaccordo ...

Leggi: LA PACE CHE SOGNIAMO